Matteo Fini
Il percorso che ha portato alla nascita del Poker Model®
Per molto tempo ho pensato che la Statistica, il lavoro nelle organizzazioni e il Poker fossero tre capitoli diversi della mia vita.
Poi ho capito che stavano studiando la stessa cosa: come prendiamo decisioni quando non possiamo sapere tutto?
Sono Matteo Fini, fondatore di Pokertalk® e autore del Poker Model®, un metodo proprietario dedicato al decision making a informazioni incomplete.
Tre mondi apparentemente lontani
Ho una formazione quantitativa, ho lavorato nell’Università e nelle Risorse Umane e, per diversi anni, ho giocato a Poker come professionista.
Messa così, potrebbe sembrare una traiettoria piuttosto disordinata. In realtà, con il tempo, ho scoperto un filo che teneva insieme tutto.
- La Statistica mi ha insegnato a ragionare sull’incertezza.
- Il lavoro nelle organizzazioni mi ha mostrato che le decisioni non dipendono mai soltanto dai dati.
- Il Poker mi ha obbligato a decidere sotto pressione, investendo risorse reali senza poter conoscere tutte le informazioni.
Tre prospettive diverse attorno allo stesso problema.
Prima sono arrivati i numeri
Ho conseguito un Dottorato di Ricerca in Statistica e ho trascorso circa dieci anni in ambito universitario, tra ricerca e insegnamento nel campo dei Metodi quantitativi per l’Economia e la Finanza.
I numeri mi sono sempre piaciuti perché costringono a essere precisi. Ma anche perché, quando vengono utilizzati bene, insegnano una cosa importante: non tutto è certo, non tutto è prevedibile e non tutto può essere ridotto a una risposta esatta.
La Statistica non elimina l’incertezza. Aiuta a leggerla, misurarla e decidere meglio nonostante la sua presenza.
Poi sono arrivate le organizzazioni
L’esperienza nelle Risorse Umane mi ha portato fuori dai modelli e dentro i contesti reali.
Nelle aziende, una decisione non vive mai da sola.
Dipende dalle persone coinvolte, dai ruoli, dalle responsabilità, dagli interessi, dalla storia precedente e dal modo in cui ogni soggetto interpreta quello che sta accadendo.
Ho cominciato a osservare che una scelta poteva essere perfettamente logica sulla carta e molto meno efficace una volta portata dentro un’organizzazione.
I dati contano. Ma conta anche il tavolo sul quale vengono utilizzati.
E poi è arrivato il Poker
Ho iniziato a giocare nel 2006.
All’inizio era un interesse, poi è diventato una materia di studio e infine una professione.
Per anni ho giocato prevalentemente cash game dal vivo, confrontandomi con tavoli, persone e contesti diversi.
Il Poker mi affascinava per una ragione precisa: era un ambiente in cui non bastava conoscere le probabilità.
Bisognava osservare. Interpretare. Selezionare le informazioni rilevanti. Gestire il rischio. Capire le persone. E, soprattutto, decidere senza poter aspettare che il quadro diventasse completo.
Al tavolo ho imparato che si può prendere una buona decisione e perdere la mano. E si può vincere dopo aver deciso male.
Per questo il risultato, da solo, non è sufficiente per valutare la qualità di una scelta.
Conta il processo che l’ha generata.
Il percorso inverso
All’inizio utilizzavo la Statistica per comprendere meglio il Poker.
La vera intuizione è arrivata quando ho provato a fare il percorso inverso: utilizzare il Poker per comprendere meglio le decisioni professionali e organizzative.
Mi sono accorto che molte delle condizioni che rendono il Poker complesso sono le stesse che incontriamo ogni giorno nel lavoro: informazioni incomplete, risorse limitate, pressione, rischio, persone da interpretare e conseguenze che non possono essere previste con certezza.
Il Poker non era soltanto un gioco da raccontare attraverso qualche metafora brillante. Era un modello decisionale.
Da questa intuizione sono nati Pokertalk® e il Poker Model®.
Il mio lavoro oggi
Oggi questa ricerca prende forma attraverso interventi dedicati al decision making per aziende, manager, professionisti e team.
Utilizzo il Poker Model®, il metodo proprietario che ho sviluppato nel corso degli anni, e gli strumenti della Pokertalk Decision Suite™, progettati per osservare, analizzare e sviluppare la qualità decisionale di persone e organizzazioni.
Il mio lavoro prende forma attraverso speech, workshop, programmi di formazione/coaching e percorsi di sviluppo costruiti sul contesto specifico di ogni cliente.
Non porto il Poker nelle organizzazioni per insegnare a giocare. Lo utilizzo come laboratorio per osservare come decidiamo, come gestiamo l'incertezza e come possiamo costruire processi decisionali più solidi.
Una cosa più personale
Ho sempre avuto interessi piuttosto eterogenei. La scrittura, la musica hip hop, la magia - che continuo a studiare - e tutto ciò che permette di osservare persone, comportamenti e narrazioni da un punto di vista diverso.
Non so se esista davvero un collegamento ordinato tra tutte queste cose. Ma so che Pokertalk non sarebbe nato da un percorso perfettamente lineare. È nato mettendo insieme esperienze che, a prima vista, sembravano non avere niente in comune e trasformandole in un modo nuovo di leggere le decisioni.
E trasformandole in un modo nuovo di leggere le decisioni.
Una lezione che condivido
"Ho un sacco di esperienza. Ho lavorato duramente negli ultimi vent'anni e ora posso usare ciò che ho imparato contro chiunque. Questo è il mio punto forte." Michael Mizrachi, Campione del mondo WSOP 2025 e membro della Poker Hall of Fame
Credo che questa frase riassuma bene anche il mio modo di lavorare. La qualità delle decisioni non dipende soltanto dal talento o dall’istinto. Si costruisce osservando, studiando, sperimentando e imparando nel tempo.
Ogni decisione è una mano da giocare
Pokertalk® è il sistema che raccoglie gli strumenti, i percorsi e i servizi. Poker Model® è il metodo proprietario sul quale il sistema è costruito.
Io sono Matteo, il fondatore di Pokertalk e l’autore del Poker Model. Continuo a svilupparlo e a metterlo alla prova ogni volta che entro in un’organizzazione, in un’aula o intorno a un tavolo.
Se vuoi raccontarmi il tuo contesto, le persone coinvolte e la decisione sulla quale vuoi lavorare, possiamo partire da qui.
Prenota una call